24 luglio 2008

Racconto breve di Anna

ANNA
Oggi ho il piacere - e la fortuna - di pubblicare un racconto breve di Anna (il primo).
Anna è una ragazza poco più che ventenne, ma con una personalità forte e, allo stesso modo, complessa. Come si dice lei, luci e ombre la caratterizzano. Ombre e luci di una ragazza "mediterranea".
Sensibilità matura e importante emerge dai suoi scritti, così belli alla lettura, così emozionanti per le immagini evocative richiamate alla mente del lettore attento e appassionato.
Anna, delle sue parole, mi appassiona!
Enrico Eros


















LE DUE PARTI DI ME

Quale senso di indifferenza che mi pervade. Vuoto, sentimenti congelati, rimandati indietro. Credo che quando la sofferenza tocchi la nota più dolente dell’anima a quel punto non resta che assorbirla e incassare il colpo come se nulla fosse successo. Accettazione come medicina, come purificazione, ritrovamento del sé, auto-conservazione. E con questo misto di rassegnazioni e consapevolezze mi dirigo verso la casa della mia analista. Stranamente non sto correndo, la calma mi fa tenere le mani ferme sul volante, mi fa assaporare le note melodiche di Lifegate. Non accelero, non rallento, la velocità è regolata dal mio piede che sprofonda con la giusta forza sul pedale. Alzo gli occhi al cielo e provo una strana sensazione. Il cielo è spezzato a metà. La parte a sinistra è grigia, uggiosa, malinconica e i palazzi in ombra, fatiscenti.
L’altra parte, alla mia destra, è luminosa. Hai presente quella luce sottile che passa attraverso alle nuvole, capace di dare la sensazione che tutto ciò che ne è toccato sia dorato? Si riverbera sui palazzi in stile Liberty e ne conferisce un fascino irresistibile.
E’ in quell’istante che mi accorgo di essere ancora emozionabile, di non lasciarmi sfuggire i dettagli, quelle sensazioni che amplificano ogni istante della propria vita.
Il cielo è tagliato a metà come me. Metà in luce e in metà in ombra. Il mio angolo visuale ha percezione sia della parte scura che di quella chiara, quasi si mescolano. Ma quella luce fioca è così penetrante da farmi star bene, accarezza la mia dolce sensibilità. Placa l’inettitudine e cancella via i pensieri. Mi libera. Forse l’avere raggiunto la massima profondità ti fa raggiungere la vera leggerezza.
Un pensiero, un istante, un viale. Le mani continuano a restare immobili sul volante e mi lascio attraversare da questa magia. Sospiro e ho già svoltato l’angolo.

Anna

4 commenti:

Anonimo ha detto...

stupendo questo breve racconto, mi piacerebbe molto averlo "pubblicato" nel mio blog...MAX2001

annina ha detto...

grazie di cuore. Hai anche te un blog? Fammi legegre un po' che cosa scrivi...Magari ci lascio qualche mio scritto.
Ciao, anna

annina ha detto...

Grazie di cuore.Hai anche te un blog? lasciami l'indirizzo così ci facio un giro e chisà, magari ci scriverò qualcosa.
A presto, anna

Anonimo ha detto...

ciao Anna!

il mio blog è http://nonsolocine.splinder.com, parla soprattutto di cinema, ma anche di poesia e altro. ti lascio la mia mail: carnivalofsouls@alice.it. se mi scrivi (cosi' dopo so la tua mail) poi ti spiego meglio del mio blog e della mia volontà di pubblicare il tuo racconto. a prestissimo!
max2001