31 luglio 2008

FOTOGRAFIA del Diska





Meroe, Sudan
Regno di Nubia, dei Faraoni Neri

DISKA




Abbagliante la luce oltre il culmine. Culmine di un passato che ha lasciato tracce corrose dal tempo. Il tempo, però, parla chiaro: "sono qui, osservami! comprendimi! e impara! Ma questo l'uomo non sembra saper fare.
Ciò che in Sudan succede da più di mezzo secolo, ne è la prova.
Ciò che qui, nel Mondo occidentale, succede ogni santo giorno, ne è l'ennesima prova.
Troppi interessi!
Poco rispetto per la vita altrui.
"POTERE" è l'unica legge universale!

Che tristezza!!!

Enrico Eros

24 luglio 2008

Racconto breve di Anna

ANNA
Oggi ho il piacere - e la fortuna - di pubblicare un racconto breve di Anna (il primo).
Anna è una ragazza poco più che ventenne, ma con una personalità forte e, allo stesso modo, complessa. Come si dice lei, luci e ombre la caratterizzano. Ombre e luci di una ragazza "mediterranea".
Sensibilità matura e importante emerge dai suoi scritti, così belli alla lettura, così emozionanti per le immagini evocative richiamate alla mente del lettore attento e appassionato.
Anna, delle sue parole, mi appassiona!
Enrico Eros


















LE DUE PARTI DI ME

Quale senso di indifferenza che mi pervade. Vuoto, sentimenti congelati, rimandati indietro. Credo che quando la sofferenza tocchi la nota più dolente dell’anima a quel punto non resta che assorbirla e incassare il colpo come se nulla fosse successo. Accettazione come medicina, come purificazione, ritrovamento del sé, auto-conservazione. E con questo misto di rassegnazioni e consapevolezze mi dirigo verso la casa della mia analista. Stranamente non sto correndo, la calma mi fa tenere le mani ferme sul volante, mi fa assaporare le note melodiche di Lifegate. Non accelero, non rallento, la velocità è regolata dal mio piede che sprofonda con la giusta forza sul pedale. Alzo gli occhi al cielo e provo una strana sensazione. Il cielo è spezzato a metà. La parte a sinistra è grigia, uggiosa, malinconica e i palazzi in ombra, fatiscenti.
L’altra parte, alla mia destra, è luminosa. Hai presente quella luce sottile che passa attraverso alle nuvole, capace di dare la sensazione che tutto ciò che ne è toccato sia dorato? Si riverbera sui palazzi in stile Liberty e ne conferisce un fascino irresistibile.
E’ in quell’istante che mi accorgo di essere ancora emozionabile, di non lasciarmi sfuggire i dettagli, quelle sensazioni che amplificano ogni istante della propria vita.
Il cielo è tagliato a metà come me. Metà in luce e in metà in ombra. Il mio angolo visuale ha percezione sia della parte scura che di quella chiara, quasi si mescolano. Ma quella luce fioca è così penetrante da farmi star bene, accarezza la mia dolce sensibilità. Placa l’inettitudine e cancella via i pensieri. Mi libera. Forse l’avere raggiunto la massima profondità ti fa raggiungere la vera leggerezza.
Un pensiero, un istante, un viale. Le mani continuano a restare immobili sul volante e mi lascio attraversare da questa magia. Sospiro e ho già svoltato l’angolo.

Anna

15 luglio 2008

FOTOGRAFIA (appello) di Aberth

ASTRO















FIGLI DI PUTTANA, OVUNQUE SIATE VI STRAPPO IL CUORE CON LE MANI E POI LO MANGIO.
ridatemi Astro.

Aberth





questo non è una fotografia qualunque, questa è un ritaglio esistenziale di tante cose che le parole e le immagini non possono raccontare: i sentimenti!

Lui è Astro! Da qualche giorno non si trova più!
Astro non è un gatto qualsiasi, è il gattino rosso di Aberth.... ed io mi affianco al suo dolore!!! Enrico Eros

11 luglio 2008

RECENSIONE CINEMATOGRAFICA di Max Bezzati

PADRE PADRONE
















"Padre padrone" dei fratelli Vittorio e Paolo Taviani nel lontano 1977 ha vinto la Palma d'Oro a Cannes con la giuria presieduta dal grande Roberto Rossellini. Il film è tratto dal libro autobiografico di Gavino Ledda, pastore sassarese. Costretto con la forza sin da giovanissima età a governare le pecore sui monti, il giovane scapperà dalla Sardegna, svincolandosi dal terribile giogo del padre (il padre-padrone del titolo, appunto). Studierà e riuscirà a laurearsi. Tornerà nella sua terra, amata e odiata allo stesso tempo, senza trovare però una riconciliazione col padre che lo aveva sfruttato, picchiato e soggiogato. Il film è un durissimo apologo contro il potere autoritario e sulla necessità di ribellarsi ad esso, rifiutando il silenzio imposto. Ma è anche un attacco alle regole e convenzioni di una civiltà contadina arcaica, e per certi versi assurda e incomprensibile, che schiaccia e annienta l'individuo. Il paesaggio sardo, ostico, bellissimo e quasi lunare, tende quasi ad assurgere a ruolo di protagonista, e sembra in certi attimi sottolineare e ricalcare i lineamenti e i comportamenti del padre-padrone nei suoi gesti duri e sprezzanti. Bravissimo a tal riguardo l'attore che lo interpreta, Omero Antonutti. Prodotto dalla RAI, il film non si risparmia scene di estrema durezza, come quelle dei giovani pastori che sodomizzano galline, asini e pecore a volontà pur di trovare un qualche "sfogo sessuale". Capolavoro dei fratelli Taviani: imperdibile! Attenzione: in una particina c'è anche Nanni Moretti!

Massimo Bezzati (non solo cinema)

8 luglio 2008

FALSO D'AUTORE di Angelo Gualdi
















VAN GOGH Vincent 1853 - 1890

MANGIATORI DI PATATE
1885 Tela originale cm. 81 x 114 Amsterdam, Rijksmuseum Vincent Van Gogh :

falso di Gualdi A. CM. 50 X 70

Mangiatori di patate é la prima opera a cui Van Gogh si riferisce definendola un dipinto a dispetto della produzione pittorica precedente indicata generalmente come studio.

Dopo vari approcci con la realtà rurale, finalmente l'artista é soddisfatto dell'esito raggiunto tanto da scrivere da Parigi alla sorella Wilhelmina:

"Per quello che riguarda il mio lavoro penso che il dipinto dei contadini mangiatori di patate, fatto a Nuenen,dopotutto, sia il migliore della mia produzione".

Infatti il quadro fu portato a termine dall'artista in un tempo relativamente breve e quasi tutto a memoria.

E proprio a memoria Van Gogh traccio' uno schizzo dei Mangiatori di patate su un foglio da lettera e inciso una litografia.

(Oggi al museo Kro'ller-Mùller di Otterlo Museum)