3 maggio 2008

RECENSIONE CINEMATOGRAFICA di Max Bezzati

INTO THE WILD
































INTO THE WILD - NELLE TERRE SELVAGGE di Sean Penn



L’ultima pellicola di Sean Penn racconta la storia, assolutamente vera (il libro è “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, edizioni “Corbaccio”), di un 23enne americano (interpretato da un immenso Emile Hirsch) che, abbandonati gli agi di una vita borghese che lo aspettava, si lancia in un viaggio per gli States. Un viaggio a piedi, rinunciando ai soldi (che brucia), alle carte di credito (che fa a pezzi), a tutte le comodità (che si lascia per sempre dietro le spalle). Il suo obiettivo? L’Alaska, in inverno. Durante il viaggio incontra un sacco di bizzarri personaggi, con i quali passa poco tempo, ma in modo intenso (bellissima l’interpretazione dell’82enne caratterista Hal Holbrook). Il perchè di una scelta così estrema va ricercata nel rifiuto della sua famiglia, ipocrita e bigotta, e nella ricerca della verità e della bellezza, lontano dai veleni della vita moderna e del consumismo. Padrone di niente...e nemmeno schiavo di nessuno. Ma la vita solitaria in mezzo alla natura, ostile all’uomo (e traditrice, oltre che piena di bellezza e verità), sarà durissima, e dimostrerà il fallimento di un’utopia personale. Sean Penn invece riesce nell’obiettivo che si era prefissato prima di fare questo film (agognato da 10 anni almeno), cioè far battere più forte i cuori dei giovani. Nei 148 minuti di pellicola ci sono dei momenti di poeticità un po’ troppo programmatica, ma sono travolti da istanti di grande cinema. Cinema radicale e antagonista, come raramente si vede in giro. E per milioni di giovani sarà dura non immedesimarsi (e non commuoversi) nelle sofferenze, negli ideali, nelle speranze e nel viaggio interiore di Alex Supertramp...

Massimo Bezzati (non solo cinema)

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