27 maggio 2008

FOTOGRAFIA di Aberth

Nell'attesa, ormai prossimo, del lieto evento, danzo su listelli lucidi di emotività e mi faccio trasportare dalle note immaginarie - per quanto dentro me reali e pressanti - del vagito a cui vado incontro a braccia aperte. Andrea è in arrivo!!!

Questo scatto rispecchia in parte quello che ora sto provando...in punta di piedi! E.E.G.



LA BALLERINA PANTOFOLAIA























il titolo è anche il commento

specifico solo che queste sono le ciabatte/pantofole di Gynevra e colgo l'occasione per ringraziarla per la pazienza che ha avuto durante i molteplici scatti per cercare di far uscire quel maledettissimo riflesso sullo specchietto!

Aberth(deviantArt)

23 maggio 2008

RECENSIONE CINEMATOGRAFICA di Max Bezzati

1408






















"1408" del semisconosciuto regista svedese Mikael Hafstrom è tratto da un racconto breve del più famoso, geniale e prolifico scrittore horror statunitense degli ultimi 50 anni, Stephen King. La storia narra di uno scrittore di guide di luoghi infestati da spiriti e presenze maligne che entra, molto scettico, nella stanza n. 1408 dell'hotel Dolphine di New York, per scoprire se lì dentro c'è davvero qualcosa di strano. Durante la sua notte di permanenza nella stanza gli succederà un pò di tutto, ovviamente...Nell'oceano infinito di trasposizioni cinematografiche degli scritti del "Re del brivido", questa 1408 è tra le migliori (anche se, chi ha visto le altre, sa che non è poi così difficile...). Ci sono ottimi effetti speciali, due attori super (Cusack e Jackson) e un'atmosfera kinghiana che trasuda da ogni fotogramma. Ma non tutto brilla: l'accumulare situazioni di paura, più o meno riuscite, una dietro l'altra, per colpire il più possibile il pubblico, fa venire un pò a noia il film. Il regista tira il freno a mano sul versante splatter, ma nemmeno entusiasma nelle soluzioni visive e nella costruzione della suspence. E c'è un finale accomodante tipico degli horror di questi tempi (anche se nel dvd americano c'è il director's cut con un finale completamente diverso e, a detta di alcuni, di gran lunga migliore). Un discreto film di genere, che in fin dei conti non rimarrà granchè a lungo nella memoria degli appassionati.

Max Bezzati (non solo cinema)

19 maggio 2008

FOTOGRAFIA del Diska

SUDAN 2008

















A Meroe, 200 e passa Km a Nord di Khartoum, ci
stanno le piramidi del Regno di Nubia....i
Faraoni Neri!

Diska

15 maggio 2008

POESIA di Enrico Eros Gualdi





A termine di una esistenza inutile e vile, l'uomo davanti allo specchio parla con il suo interlocutore: la sua coscienza. Racconta di un passato senza spina dorsale, speso e scialacquato nelle futilità della sua vita, futilità credute essenziali ma, per loro natura, lontane dalle profondità di qualsiasi senso esistenziale. La stessa esistenza del "fato" è per lui oggetto di discutibilità, così come tutte le arti "magiche" che illusoriamente hanno donato appigli etici-morali alle sue debolezze. E', a causa di questo passato da vigliacco (che implicitamente a questo punto risulta essere ai suoi occhi prodotto tangibile della sua autodeterminazione), che l'uomo davanti alla specchio - ora - si sente inconsistente; e come spinto da un ultimo, se non unico, sussulto di orgoglio rapace, cerca di uscire dal suo angolo, "riconoscendosi", come debito fatale dovuto a se stesso.



Di falco abbattuto


Non pensare che mento
o fingo.
Non pensare a me così come mi vedi,
privo di scarpe
privo di denti
e senza più occhi che si inumidiscono.
Non pensare che ho foschi pensieri: io non penso!
Questo privilegio l‘ho scialacquato
nel turpiloquio immondo delle mere
e delle vere iniquità del fato…
mea culpa
mea culpa
mea grandissima culpa
…e neppure la silente sfera m’ha risparmiato!
Incapace e ingrato nella mia inerzia,
ora inveisco al mio sordo coraggio, così
come a quel dannato oratore
che non cede il suo passo, mai!
Ora, nel mio angolo di coniglio braccato
l’atto mio ultimo è
di falco abbattuto.


E.E.Gualdi, Febbraio 2007 (Pubblicato su: Odissea,bimestrale culturale "Anno V - N°4 2008" Milano)

12 maggio 2008

FOTOGRAFIA di Azzurra

IL GIARDINO DEI NONNI


Trascorrere tempo nel giardino dei nonni era il mio passatempo preferito: nonna, meticolosamente, rassettava e si occuppava dei frutti che, puntualmente e generosamente, regalava un pò qua e là. Nonno invece aveva un rapporto sentimentale con esso che lo portava ogni sera a contare gelosamente i "suoi" frutti. Ed io stavo lì, e me li godevo - e me li godo ora nei miei dolci e malinconici ricordi -

Azzurra


9 maggio 2008

FALSO D'AUTORE di Angelo Gualdi

JAQUELINE AUX FLEURS























PABLO PICASSO, dipinto olio su tela cm 100 x 81, 1954.

copia da: A.Gualdi cm 60 x 50, 1996 .

titolo: ( JAQUELINE AUX FLEURS ) Vallauris, 2 giugno 1954.

Zervos XVI ,325. Mougins, Collezzione Jacqueline Picasso

7 maggio 2008

FOTOGRAFIA di Aberth

THE SMELL OF THE CURIOSITY














My cousin Anna with a white rose, in my garden

Aberth (deviantArt)

5 maggio 2008

POESIA di E.E.Gualdi







L'oscurità accentua le sensazioni e stimola quasi inevitabilmente i pensieri interiori. Tutto avviene lontano dal frastuono del giorno appena lasciato, al punto che "le note" del vento fanno da sottofondo musicale. Luci, ombre, forme solitamente impercettibili come personaggi ir-reali di una dimensione unica e vivibile solamente lontano dalle frenesie quotidiane: in una valle a cavallo tra il sogno e la realtà. Ma come in ogni dimensione notturna, anche in questa, il giorno irrompe violento con i suoi ritmi e le sue regole al limite della soppravivenza (dove vige la legge del più forte).




SCRUTO LA NOTTE

Scruto la notte:
foglie accese danzano
con le loro ombre
e il vento spira frusciamente,
le note.
Ed anch’io ascolto la pace
di questa valle
persa
tra un sogno e il giorno
che irrompe improvviso
con un corno da guerra.

E.E.Gualdi

3 maggio 2008

RECENSIONE CINEMATOGRAFICA di Max Bezzati

INTO THE WILD
































INTO THE WILD - NELLE TERRE SELVAGGE di Sean Penn



L’ultima pellicola di Sean Penn racconta la storia, assolutamente vera (il libro è “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, edizioni “Corbaccio”), di un 23enne americano (interpretato da un immenso Emile Hirsch) che, abbandonati gli agi di una vita borghese che lo aspettava, si lancia in un viaggio per gli States. Un viaggio a piedi, rinunciando ai soldi (che brucia), alle carte di credito (che fa a pezzi), a tutte le comodità (che si lascia per sempre dietro le spalle). Il suo obiettivo? L’Alaska, in inverno. Durante il viaggio incontra un sacco di bizzarri personaggi, con i quali passa poco tempo, ma in modo intenso (bellissima l’interpretazione dell’82enne caratterista Hal Holbrook). Il perchè di una scelta così estrema va ricercata nel rifiuto della sua famiglia, ipocrita e bigotta, e nella ricerca della verità e della bellezza, lontano dai veleni della vita moderna e del consumismo. Padrone di niente...e nemmeno schiavo di nessuno. Ma la vita solitaria in mezzo alla natura, ostile all’uomo (e traditrice, oltre che piena di bellezza e verità), sarà durissima, e dimostrerà il fallimento di un’utopia personale. Sean Penn invece riesce nell’obiettivo che si era prefissato prima di fare questo film (agognato da 10 anni almeno), cioè far battere più forte i cuori dei giovani. Nei 148 minuti di pellicola ci sono dei momenti di poeticità un po’ troppo programmatica, ma sono travolti da istanti di grande cinema. Cinema radicale e antagonista, come raramente si vede in giro. E per milioni di giovani sarà dura non immedesimarsi (e non commuoversi) nelle sofferenze, negli ideali, nelle speranze e nel viaggio interiore di Alex Supertramp...

Massimo Bezzati (non solo cinema)

1 maggio 2008

QUADRO di Marea

CASTELLO A GRESSONEY ST.JEAN (ex Savoia)







olio su tela 50x60, anno 1998







Ho sempre amato questo castello. Non per la sua storia o per altri motivi "tecnici", ma perchè è fiabesco. Non vi sembra?

Marea