
In un giorno di solitudine, la stanza vuota è riempita solamente da profumi e forme erotizzate di carciofi caldi e da note di musica classica: note di una Ouverture. L'uomo solo, al pensiero della sua amata, inizia così una danza amorosa a cavallo tra il reale desiderio di Lei (che non c'è) e l'immaginazione che ci sia, seduta davanti a lui. Le note fanno da sottofondo ritmico all'amplesso immaginario, così come ai versi del componimento poetico: lenta e spezzettata la prima parte, in un crescente ritmico sempre più coinvolgente quella centrale, per poi ritornare sul finale a rallentare, con tocchi appena accennati, quasi in dissolvenza (come il viso di Lei, sempre più etereo). Ma quando l'Ouverture termina, l'uomo si ritrova nel suo reale stato di solitudine, con intorno a sè il silenzio, davanti a sè la sedia vuota e nella sua testa il desiderio originario di Lei (che ci sarà).
Desiderio
Il piatto ripieno di carciofi
e alla radio Debussy.
Chiaro di luna
immaginarti davanti a me
e la sedia vuota vestirsi
della tua pelle di avorio
e di tasti neri.
Lenta
la mia mano,
il tuo viso arrossisce
tra il pudore
e il desiderio.
Ma deciso sale di tono
e prende la scena ansimando il cuore
e la tua carne si accende
e nei tuoi antri il fuoco.
Ed anch’io salgo con te
ed insieme giochiamo all’amore.
Poi rallentiamo,
ci lasciamo
e ci riprendiamo negli occhi
in dissolvenza.
Sei lontana,
il mio desiderio
e la sedia vuota.
Gennaio 2005





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