3 aprile 2008

POESIA di Enrico Eros Gualdi








Questo componimento poetico rappresenta per l'autore la linea di demarcazione tra il prima e il dopo. Quasi un urlo di liberazione da un passato in catene, fatto di paraventi culturali e di "macchine parlanti" che intorpidiscono le menti. Attraverso la poesia, l'uomo scrittore, intraprende un percorso interiore arduo e irto di difficoltà quotidiane: dalle illusioni del bello, del facile, del tutto e subito e solo per sè, alla consapevolezza che ogni cosa ha una sua identità valoriale che va rispettata (e guadagnata, senza egoismi); come la propria libertà (e degli altri), che sia tacita o espressa.


Di espressività libera

I miei passi ora
alzano e disperdono universi di polvere.
Mi volto:
due bende color sangue seccato
e anelli di catene sformati,
lasciati là fusi e pendenti
da pareti scure, e segni incomprensibili.
il varco è stretto,
la poca aria è irrespirabile, pesante,
ma io sono fuoco vivo che arde
di espressività libera
che pensa e parla
e mai più sarà doma.

Gennaio 2004
da "Di espressività libera. Una ragione per credermi. Edizioni Il Filo. Dicembre 2007 "

1 commento:

Anonimo ha detto...

bella. Veramente bella e significativa:complimenti! Complimenti anche per questo nuovo blog.