Appena passata la soglia del nuovo millennio, il poeta percepisce che la sua voce non ha più spazio tra le righe dei quaderni della propria cultura. Questa, la cultura, è senza sfumature cromatiche di senso, appiattita dal "sistema" che, come secoli addietro, ha tutto l'interesse di mantenerla ignorante e nuda, sostituendo il suo sapere, la sua conoscenza, con i secchi rami della boriosa superficialità tipica dei suoi prodotti pseudo-neo-culturali. L'artista (che in questo caso indossa i panni del poeta), cerca un dialogo con l'artefice di questo disastroso fenomeno, lo cerca ma non trova che atti studiati a riempire i vuoti delle incertezze create dal "sistema" stesso, come un cane che gira su se stesso per mordersi la coda. In quei momenti il poeta (che in questi casi indossa i panni dell'uomo di cultura), si percepisce forte e sicuro di sè perchè pieno del suo sapere e della sua capacità di lettura e di comunicazione; come un oracolo, sente di dover percorrere i sentieri della verità a lui manifesta e di divulgarla al mondo. Ma il sole delle certezze spesso è oscurato dalle nuvole e, in un momento di chiara lucidità (dove l'uomo si sveste della sicurezza della sua presunzione), vede il dolce tramonto dell'inganno e lì capisce la sua impotenza. Lì, l'unica cosa che gli rimane da fare è distendersi accanto alla sua illibertà e attendere con mestizia la sera. L’eco dell’OscurantismoCosa vuoi da me?
se non un monocromatico verso
afano falso e chiuso.
Chiuso sul membro volgare
del giullare di corte
che incanta le folle
e come foglie le spoglia,
lasciando rami secchi di sola boria.
Cosa hai paura di me?
se di me svendi la storia
lasciando classi vuote
e pareti d’aule sbiancate,
finestre sull’incertezza
e sull’apolide ignoranza.
Qui, la paura
tra i miei sentieri rimbalza: è
il tuo eco di dorata apparenza
ma che sfrigge come paglia seccata
al primo scintillio di sole.
Ma ormai tra me e quello
vedo solo il dolce tramonto
ingannevole
e disteso come un morto che aspetta
e che mi mette accanto all’attesa
di questa dolce che oscura,
la sera.
Aprile 2006 (da "Di espressività libera.Una ragione per credermi, Il filo Editori,Dicembre 2007)